palomone

La seguente intervista da noi realizzata vede protagonisti Daniela Lukacs e Vincenzo Caracciolo, persone stupende, che vivono la loro vita in un “regno” e il regno in questione è il Torello Quarter Horses, un centro di equitazione western nel comune di Melizzano a Benevento. Specializzato nell’allevamento di quarter horse addestrati alla disciplina del reining, sotto la vigile attenzione di Raffaele Colacicco, rendono questo posto stupendo. Andiamo a scoprire chi sono…

1) Cari Daniela e Vincenzo, nelle precedenti interviste da me fatte ho sempre chiesto come prima cosa da dove provenisse questa passione per i cavalli. Stavolta vi pongo la domanda inversa. Dove vi porterà questa passione che nel vostro caso si converte nel mondo del reining?

Dovrei risponderti “Economicamente alla rovina”, in questi 25 anni ne abbiamo visti tanti partire alla grande e poi sparire dalle scene. Noi non abbiamo mai esagerato e non ci è mai importato essere o fare meglio di…, siamo cresciuti con le nostre forze un po’ alla volta, credendo più nell’amicizia che ci lega ai nostri collaboratori (e chi frequenta il Torello sa che è una grande famiglia) che nei risultati, il vero affetto si dimostra nel bene e nel male. Per il futuro speriamo di riuscire a trasferire la nostra passione per il Reining, a molte più persone in Campania e che i nostri puledri, in cui crediamo fermamente, come quest’anno ci diano soddisfazione sui campi gara.

2) Iniziamo con le curiosità. I vostri nomi sono Daniela e Vincenzo, ma i cognomi sono Lukacs e Caracciolo. Tu Daniela sei Italiana o di origini straniere? Raccontateci un pò di voi e, adesso, come è nata questa passione che porta te e Vincenzo ad essere a  capo del Torello Quarter Horses.

Io sono cittadina Italiana, nata a Ginevra e di origini Ungheresi, mentre Vincenzo, che ha avuto il suo primo pony a 7 anni, discende da una delle più antiche famiglie nobili Napoletane, tra i suoi avi c’è l’ammiraglio Caracciolo, che ha dato il nome all’omonima Via a Napoli e San Francesco Caracciolo, la cui vita e simile a quella di San Francesco. Personalmente ho sempre avuto la passione per i cavalli, ho fatto salto ostacoli per 17 anni e sono anche stata istruttrice pony club, poi proprio al Torello, che allora consisteva in 22 box ed un campo 15 x 40, conobbi il suo proprietario che  montava una Tersk con sella americana, Vincenzo. Nel 1990 Michele Latorre ci convinse a provare un  Quarter Horse, lo comprammo e per capire come montarlo organizzammo un Clinic di Reining con Pierre Ouellet, che importò per noi ed alcuni clienti 12 cavalli dagli Stati Uniti, e da quel momento Il Centro Turismo Equestre Torello divenne Torello Quarter Horses, dove nel 1991 organizzammo il primo Maturity Italiano.

daniela e vincenzo

Daniela Lukacs & Vincenzo Caracciolo

3) Ci raccontate in poche parole cos’è per voi il Torello Q.h. e da dove nasce questo nome?

Il Torello è per noi una grande passione ma soprattutto un grande amore, e come tutti i grandi amori ti mette alla prova ogni giorno, ma se è vero amore resiste a qualsiasi tempesta. Il Torello prende il nome dalla contrada, sulla quale all’epoca romana insistevano delle torri di guardia chiamate appunto Torelli. Inoltre nell’azienda prima dei cavalli si allevavano mucche e vitelli e per questo motivo il nome sembrò appropriato, da allora non è stato più cambiato.

4) Tante figure famose del settore sono passate in questa scuderia. Ci elencate le più importanti e cosa di buono hanno lasciato al Torello. Intendo modi di fare, di pensare, tecniche, strumenti e perchè no qualche cavallo o il suo dna che magari viene trasmesso ancora grazie alle vostre fattrici.

Il primo Trainer che abbiamo avuto è stato Jerry Kimsey, attuale suocero di Stefano Massignan, dal ’91 al ’93, coadiuvato da Max Canu. Quello che di buono ci ha insegnato è stato una diversa gestione delle scuderie, l’utilizzo dell’osteopatia e del dentista per migliorare le performance dei cavalli, tecniche allora completamente sconosciute, e come affrontare il pattern manovra per manovra , velocità e punti di riferimento. L’ errore era che noi allievi eravamo solo piloti e non ci insegnava a lavorare i cavalli. Poi nel biennio ’94 – ’95 è stato sostituito da Cliff Jay Hall, un ragazzo del profondo Texas, e da un giovanissimo Raffaele Colacicco, allora diciassettenne. Con Jay si è aperto un mondo, ci ha insegnato ad essere indipendenti a cavallo, dalla doma dei puledri all’addestramento per le manovre. Se Gennaro Lendi oggi è quello che è, oltre al suo talento naturale lo deve un pò anche a Jay. Dal ’96 al ’97 rimase Raffaele da solo, ma allora era troppo giovane e con poca esperienza. Nel ’99 sono arrivati Maurizio Tonini e suo figlio Flavio appena tornato dagli USA dopo 6 mesi da Shawn Flarida. Alcune delle tecniche portate dagli States le usiamo ancora oggi, ma allora erano incomplete e qualche danno lo fecero. Nel 2001 tornò Raffaele Colacicco, che  a tutt’oggi  è il nostro Trainer. Per quanto riguarda i cavalli, abbiamo ancora un nipote di Bonita Flit Fritz, Futurity Champion Canadese, importata nel ’91 da Pierre Ouellet, ed esistono in Campania nipoti e figli di Doc’s Danaka, Flynt Eastwood e di Jac King Snake (fratello del Capitano), stalloni storici del nostro allevamento, ma pochi al Torello e non tra le fattrici.

padd

Fattrici e puledri al paddock – Broodmares and colts at paddock

5) Il Torello è cresciuto nel tempo ed è diventata una grande famiglia, fatta da persone cordiali, solari  ed esperte del settore, un mix perfetto che nel tempo l’ha portato ad essere un centro di equitazione western al top. Come lo è diventato e quali tappe cronologiche principali riuscite ad individuare, necessarie al Torello per la sua giusta evoluzione.

Il merito va innanzi tutto a Vincenzo, al suo carattere semplice ed accomodante, al suo lasciare spazio e fiducia ai collaboratori da vero Leader ed al suo crederci sempre nonostante gli ostacoli da superare. Questa ricetta ha fatto si che le persone che lavorano al Torello vi rimangono per lungo tempo, coloro che se ne vanno poi lo rimpiangono e le mele marce cadono da sole. Non ci sono tappe cronologiche principali, tutte nel bene e nel male sono state necessarie per la nostra evoluzione. La nostra forza nel tempo è stata la correttezza e l’educazione aldilà delle simpatie o antipatie, anche chi è andato via non potrà mai dire di non essersi sentito in famiglia.

6) Da tanti anni ormai il Torello è un punto cardine e di riferimento per il reining del sud Italia ed in particolare della Campania che tanto deve a questo centro per lo sviluppo di questa disciplina. In questo momento però, in Campania, ci sono nuovi centri, associazioni e persone altrettanto affiatate che stanno andando nella vostra stessa direzione. Quest’aria di fermento e di eccitazione che ruota attorno al reining campano porta, secondo me, ad ampliare la rete dei possibili nuovi reiners, ad espandere la cultura di questa disciplina e a rendere il circuito agonistico ancor più competitivo, proprio perchè esiste tra i reiners dei vari centri una sana competizione che è stata caratterizzante proprio di quest’ultimo campionato regionale. Daniela, finalmente hai qualcuno che si propone di darti una mano in questa disciplina e nella sua espansione regionale. Cosa ne pensi?

La creazione di nuovi Centri è fondamentale allo sviluppo di questo sport e all’ampliamento del numero dei reiners Campani, purtroppo non è facile coinvolgere le persone, perché l’equitazione in se è uno sport costoso, il Reining ancor di più ed inoltre non ci si può improvvisare come in altre discipline, c’è bisogno di tanto lavoro sia sui cavalli che sui cavalieri. L’esiguo numero dei tesserati Irha è sempre stato il grande problema della Campania, siamo appena 56 compreso le tessere gratuite per i debuttanti e non tutti fanno gare, questo fa si che siamo una Regione povera, anche se con i pochi mezzi, i pochi iscritti e tutti i suoi limiti l’ACCR cerca di organizzare un Campionato  Regionale da fare invidia alle Regioni più ricche. Con l’aiuto del Presidente della FISE Campania, di vedute molto aperte, stiamo cercando di far capire che il Reining non è il rodeo, ma una disciplina molto tecnica e difficile, e speriamo che la divulgazione che ne sta dando sui siti FISE, dia i suoi frutti. Personalmente come ACCR sono ben felice che qualcuno si sia fatto avanti per darmi una mano, perché finora sono stata sempre lasciata sola, attirando ovviamente su di me tutte le critiche, sicuramente avrò fatto degli errori, ma posso dire che in questo ruolo sono sempre stata sopra le parti e di aver fatto sempre il massimo che potevo.

accr

Premiazione A.C.C.R. 2015, tutti i Champions – Award Ceremony A.C.C.R. 2015, all the Champions

7) Vincenzo, attualmente il vostro head trainer è Raffaele Colacicco Open L3. Ci spieghi chi è e come mai avete scelto proprio lui?

Ci siamo scelti tanto tempo fa, ormai posso consideralo quasi mio figlio. Raffaele è arrivato da noi che aveva 15 anni. E’ stato assistente e poi trainer fino al 97, poi abbiamo litigato ed è andato a fare esperienza da Duane Latimer e da Dario Carmignani, nel 2001 quando si doveva trovare un sostituto di Tonini, la mia scelta tornò su di lui, perché sebbene avesse un carattere chiuso e non facile, eravamo e siamo legati da un affetto profondo e sincero. Corretto, educato, serio e pignolo oltre misura, apprezzato anche dai professionisti della monta Inglese che lo hanno conosciuto, è a mio parere uno tra i migliori addestratori in Italia, i cavalli fatti da lui sono facili da montare per un Non Pro e a distanza di molti anni, continuano ad ottenere risultati sui campi gara. In questi 14 anni dopo aver inanellato una serie di grandi risultati, ha avuto come tanti un periodo buio, dal quale sta uscendo rinforzato ed i risultati quest’anno si ricominciano a vedere.

8) Fido destriero negli show di reining di Raffaele è stato il vostro FB Eyed Jac, per gli amici “Il Palomone”. Dopo i suoi successi in arena oggi è messo in razza,  iscritto all’IRHBA e disponibile per la stagione di monta 2016. Assieme a lui in scuderia, come stallone da riproduzione anch’esso iscritto all’IRHBA, c’è anche Arc Whiz Kid “Il Whiz”. Ci parlate un pò di loro?

Il Palomone è stato uno stoppatore straordinario, tanto carisma in gara ma un caratteraccio da terra. Proveniente dall’allevamento La Contessa di Franco Binacci, figlio di Little Pie Jac e Papoose Croix, vecchie genealogie che hanno prodotto cavalli del calibro di AB Captain Badger, Docs Tivio Hancock, Little Sugar Speedy, FB Two Eyed Jac, fu notato da Raffaele a 2 anni, credeva tanto in lui che a 3 anni se lo fece portare al Torello per provare a venderlo a qualche cliente, ma nessuno prendeva in considerazione quel cavallo piccoletto, fu adocchiato da Daniela e le bastarono 5 minuti per decidere che il cavallo era suo. Negli anni ci ha dato molte soddisfazioni, ultima delle quali Co-Champion nella Open con Star Spangled Whiz. Il Whiz lo prendemmo da Arcese, figlio di Topsail Whiz X Arc Martina (sorella piena di Smart Chic Olena), un ottimo certificato, non è un cavallo facile ma con tanto talento nelle manovre, montarlo è un vero piacere. Crediamo molto in loro come stalloni e c’è da aggiungere che entrambi i cavalli sono stati addestrati interamente da Raffaele.

cola

Arc Whiz Kid & Raffaele Colacicco

9) Come dice “Jeremy Irons” abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni. Quali sono le vostre macchine del tempo legate al mondo del reining?

Tornando indietro nei ricordi trovano spazio tutte le persone che facevano parte di questo mondo quando iniziammo, di allora  ne sono rimasti davvero pochi. Certo oggi tutto è più in grande, arene, cavalli, tecnica, montepremi ecc., ma mi mancano lo spirito goliardico e sportivo che si respirava, il divertimento e l’amicizia che ci legava tutti prima, durante e dopo le gare.  A Cremona quest’anno è stato emozionante rincontrare vecchi amici come Peppe Quaini e Giampaolo Biondani, alcuni dei grandi che hanno fatto la storia del Reining Italiano, da tempo ormai lontani da questo mondo. Il sogno per il futuro è di vedere un nostro puledro galoppare, spinnare e stoppare in una grande arena con luci soffuse, mentre tanta gente applaude, sulle note di Run For the Roses.

10) Quest’ anno, ed in questo momento, è in corso un campionato intersociale. Daniela ci spieghi meglio di cosa si tratta?

Non è altro che un modo per stare insieme e per divertirci ancora con le gare, prima dell’inizio del Campionato Regionale ACCR, e per dare la possibilità ai novelli reiners di cimentarsi in gara con meno regole, ed in questo modo prepararsi al Regionale. E’ un Campionato Sociale organizzato dal Torello in 4 tappe, da dicembre a marzo, con solo 5 categorie: Short Stirrup, Green Level, Rookie, Non Pro e Open. In base alla classifica verranno assegnati dei punti ad ogni concorrente, la somma dei punti decreterà dopo l’ultima tappa i Campioni Invernali. Mi auguro che l’idea di questo Campionato Invernale sia un occasione per unire e cercare di risolvere le piccole incomprensioni che di tanto in tanto agitano gli animi. Perchè come dicevo siamo una Regione povera, ma anche una fucina di talenti, ed i piazzamenti del Futurity lo confermano, e se fossimo più uniti potremmo essere una forza. Ti ringraziamo per questa intervista e ti facciamo i complimenti e i migliori auguri per Horsemagazine.it, una bella idea che ci è di grande aiuto a promuovere e far conoscere il nostro sport

Daniela e Vincenzo, vi ringrazio immensamente per la disponibilità e possibilità avuta nel realizzare questa intervista. Spero sia di vostro gradimento il lavoro svolto fin’ora e con questa intervista di Horsemagazine.it Grazie ancora.

di Ciro Manzo

are

Torello q.h. Arena Coperta – Indoor Arena

The following interview we realized starring Daniela Luckas and Vincenzo Caracciolo, wonderful people, who live their life in a “kingdom” and the kingdom in question is the Torello Quarter Horses, a horse riding western center in the town of Melizzano, Benevento. Specializing in the breeding of quarter horses trained to the discipline of reining, under the watchful care of Raffaele Colacicco, make this place beautiful. Let’s find out who they are…

1) Dear Daniel and Vincent, in previous interviews I made I always wondered for first thing where it came from  this passion for horses. This time I ask the question in reverse order. Where do you will bring this passion which in your case is converted into the world of reining?

I should answer “Economically ruined”, in these 25 years we have seen a lot from the great and then disappear from the scene. We never exaggerated and there never cared to be or do better than…, we have grown with our strengths a bit ‘at a time, believing more in the friendship that binds us to our employees (and those attend Torello know that is a large family) that in the results, the real affection proves in better or in worse. For the future we hope to transfer our passion for Reining, at lot of people in Campania and that our foals, in which we firmly believe, as this year will give us satisfaction on show.

dan

Vincenzo & Daniela

2) Let’s start with the curiosity. Your names are Daniela and Vincenzo, but surnames are Lukacs and Caracciolo. Daniela, are you Italian or of foreign origin? Tell us a little about you and, now, how did this passion that brings you and Vincenzo to be at the head of Torello Quarter Horses.

I Am Italian citizen, born in Geneva and Hungarian origins, while Vincenzo, who had his first pony to 7 years old, descended from one of the oldest noble families Neapolitan, among his ancestors there Admiral Caracciolo, which it gave its name to the Via Caracciolo in Naples and St. Francis Caracciolo, whose life is similar to that of St. Francis. Personally I have always had a passion for horses, I did jumping for 17 years and have also been instructor pony club, then right in Torello, which then consisted of 22 boxes and a field 15 x 40, I met the owner who was riding a Tersk with American saddle, Vincenzo. In 1990 Michele Latorre convinced us to try a Quarter Horse, bought it and figuring out how to mount organized a Reining Clinic with Pierre Ouellet, that mattered to us and some customers 12 horses from the United States, and from that moment the Equestrian Tourism Station Torello became Torello Quarter Horses, where in 1991 we organized the first Italian Maturity.

3) Do you told us, in a few words, what is for you Torello Qh and where comes the name?

The Torello is for us a great passion but also a great love, and like all great loves challenges you every day, but if it is true love can withstand any storm. The Torello takes its name from the district, on which in the roman epoch insisted watchtowers calls precisely Torelli. Also holding before the horses were bred cows and calves and for this reason the name seemed appropriate, since it wasn’t changed.

jac k

Raffaele Colacicco & Jac King Snake

4) Many famous personality of this industry are passed in this stable. You list us the most important and what good have left to Torello. I mean ways of doing, thinking, techniques, tools and, why not, some horse or his DNA that maybe still is transmitted through your mares.

The First trainer that we had was Jerry Kimsey, current in-law of Stefano Massignan, from ’91 to ’93, assisted by Max Canu. What he good has taught us was a different management teams, the use of osteopathy and the dentist to improve the performance of the horses, then completely unknown techniques, and how to deal with the pattern maneuver to maneuver, speed and landmarks . The ‘mistake was that we were students and not only riders taught us to work horses. Then in the period from ’94 to ’95 was replaced by Cliff Jay Hall, a Texas boy deep, and from a very young Raffaele Colacicco, at that time seventeen. Jay opened a world, taught us to be independent on horseback, by starting colt at training maneuvers. If Gennaro Lendi today is what he is, in addition to his natural talent he needs some also to Jay. From ’96 to ’97 remained Raffaele alone, but at that time he was too young and inexperienced. In ’99 came Maurizio Tonini and his son Flavio just returned from the USA after six months from Shawn Flarida. Some of the techniques brought from the States we use it today, but at that time it was incomplete and did some damage. In 2001 returned Raffaele Colacicco, which still is our trainer.
As for the horses, we still have a granddaughter of Bonita Flit Fritz, Futurity Champion Canadian imported in ’91 by Pierre Ouellet, and exist in Campania grandchildren and children of Doc’s Danaka, Flynt Eastwood and Jac King Snake (brother of Frozen Sailor, “the Captain”), historians of our breeding stallions, but few in Torello and not among the mares.

5) The Torello has grown over time and has become a big family, made by friendly people, and experienced solar industry, a perfect mix that in time led it to be a western center riding at the top. How it has become and what chronological steps leading you spot, necessary to Torello for its proper evolution.

The Credit goes primarily to Vincenzo, his simple character and accommodating, to leave its space and confidence to employees as a true leader and its always believe in spite of the obstacles to be overcome. This recipe has meant that the people who work at Torello remain there for a long time, those who leave and then regret the bad apples fall from the sun. There are major chronological stages, all the good and bad have been necessary for our evolution. Our strength over time was correct and education beyond the likes or dislikes, even those who are left will never say he did not feel at home.

scu

Torello q.h. Scuderie – Stable

6) For many years almost the Torello is a key point of reference for the reining southern Italy, particularly in Campania which owes so much to this center for the development of this discipline. Right now, however, in Campania, there are new centers, associations and people as cohesive that are going in your own direction. This air of ferment and excitement revolving around the reining Campania door, in my opinion, to expand the network of possible new reiners, to expand the culture of the sport and make the agonistic circuit even more competitive, just because there is among reiners various centers of healthy competition which was right in characterizing this regional championship. Daniela, finally have someone who aims to give you a hand in this discipline and in its regional expansion. What do you think about it?

The Creation of new centers is basic to the development of the sport and the expansion of the number of reiners of Campania, unfortunately it is not easy to engage people, because the riding itself is an expensive sport, Reining even more and also not you can improvise as in other disciplines, we need a lot of work both on the horses that on the riders. The small number of members IRHA has always been the big problem of Campania, we are just 56 including free passes for novices and not everybody do show, this means that we are a poor country, though with few resources, the few members and all its limitations the ACCR is trying to organize a Regional Championship rivals the richest regions. With the help of the President of FISE Campania, by views very large, we are trying to make people understand that Reining is not the rodeo, but a discipline very technical and difficult, and we hope that the disclosure that it is giving FISE web portal, give fruit. Personally as ACCR I’m happy that someone has come forward to help me, because so far I was always left alone, attracting obviously on me all the criticism, I will surely have made mistakes, but I can say that in this role I have always been above parties and I have always done the best I could.

7) Vincenzo, currently your head trainer is Raffaele Colacicco Open L3. Do you explain us who he is and why did you choose him?

We have chosen a long time ago, now I can consider he almost my son. Raffaele came to us that he was 15 years old. It ‘was an assistant trainer and then up to ’97, then we had a fight and went on to gain experience by Duane Latimer and Dario Carmignani, in 2001 when you had to find a replacement for Tonini, my choice turned on him, because although he had a reserved character and not easy, we were and we are bound by a deep and sincere affection. Correct, polite, serious and finicky beyond way, also appreciated by professionals of English riding who knew him, he is in my opinion one of the best trainers in Italy, the horses made by him are easy to shown for a Non Pro and to distance many years, continue to get results on the show. In these 14 years after he strung together a series of great results, he had as many a dark period from which is emerging strengthened and the results this year will begin to see.

fb

Raffaele Colacicco & Fb Eyed Jac

8) Faithful warhorse in reining show of Raffaele was your FB Eyed Jac, for friends “The Palomone”. After his successes in the arena today is put in breed, IRHBA writing and available for breeding season 2016. Joining him in the stable, which is also recorded as a breeding stallion for IRHBA, there is also Arc Whiz Kid “The Whiz”. Do you talk us a little bit about them?

The Palomone was an extraordinary shot-blocker, so much charisma in the show but a temper ground. Coming from breeding La Contessa of Binacci Franco, son of Little Pie Jac and Papoose Croix, old genealogies which produced horses such as AB Captain Badger, Docs Tivio Hancock, Little Sugar Speedy, FB Two Eyed Jac, was noticed by Raffaele at two years old, he believed so much in him that in three years if she did bring to Torello to try to sell it to a few customers, but no one took into account that little guy horse, was spotted by Daniela and took only five minutes to decide that the horse was her . In the years he has given us a lot of satisfaction, the least of which Co-Champion in the Open with Star Spangled Whiz.
We took “The Whiz” from Arcese, son of Topsail Whiz X Arc Martina (full sister to Smart Chic Olena), an excellent certificate, is not an easy horse, but with so much talent in the maneuvers, ride him is a real pleasure. We really believe in them as stallions and have to add that both horses were trained entirely by Raffaele.

9) As the saying “Jeremy Irons” We all have our time machines. Some take us back, and we call memories. Some take us forward, and we call dreams. What are your time machines for the world of reining?

Coming back down memory space are all the people who were part of this world when we started, then there are only very few. Of course now everything is bigger, arenas, horses, skills,prize and etc… But I miss the student and sports spirit that is breathed, the fun and friendship that bound us all before, during and after shows. In Cremona this year was exciting to meet again of old friends like Peppe Quaini and Giampaolo Biondani, some of the greats who have made the history of Italian Reining, from time long gone from this world.
The dream for the future is to see our colt gallop, to spin and stop in a large arena with soft lighting, and many people acclaim, to the tune of Run for the Roses.

raff

10) This year, and at this time, there is an ongoing Intersocial Winter League. Daniela, could we explain better what it is?

It Is not nothing but a way to be together and to have fun again with the shows, before the Regional Championship ACCR, and to give the opportunity to the newly reiners to engage in competition with fewer rules, and thus prepare for the Regional. It is a Social Championship organized by Torello in 4 stages, from December to March, with only 5 categories: Short Stirrup, Green Level, Rookie, Non Pro and Open. According to the classification will be awarded points to each competitor, the sum of points will decide after the last stage the Winter Champions. I hope that the idea for the Winter Championship is an opportunity to unite and try to solve the little misunderstandings that occasionally stir the soul. Because as I said we are a poor region, but also a breeding ground for talent, and placement in the Futurity confirm this, and if we were more united we could be a force. Thank you for this interview and I congratulate you and best wishes for Horsemagazine.it, a beautiful idea that there is a great help to promote and raise awareness of our sport.

Vincenzo and Daniela, thank you immensely for the availability and possibility had in making this interview. I hope you enjoy it the work done so far and with this interview Horsemagazine.it Thanks again.

by Ciro Manzo

                                                       Azienda Torello Quarter Horses                                                                                                             Contrada Torello, 82030                                                                                                                     Melizzano – (Benevento)