renzo

27 gennaio 2017,

A poche ore dall’Assemblea Irha, che si terrà domani mattina presso il Novotel Bologna Fiere, Horsemagazine.it ha deciso di intervistare uno dei possibili candidati al Consiglio Direttivo per il quadriennio 2017-2020 e mostrare il suo Programma. Si tratta di Renzo Canciani, andiamo a scoprire le sue idee…

1) Domani ci sarà l’Assemblea Irha. Ci spieghi perchè è così importante e secondo te, le persone del mondo del reining italiano lo hanno capito questo?

Il momento più utile di discussione tra i soci di un’associazione è quello in prossimità delle elezioni. Non vedo però nessuna discussione… Vedo la caccia a raccattare l’ultima delega. Io per principio non porterò neanche quella di mia moglie, meglio ultimo ma con un po’ di orgoglio. Purtroppo i soci che sono stati zitti in questi giorni dalla settimana prossima ricominceranno a parlare, lamentandosi ma ormai sarà troppo tardi.

irhayellow

2) Sei l’unico che sul web, che oggi è la forma di divulgazione più importante e che arriva a più persone possibili, ad elencare un programma e delle idee. Non stiamo qui a dire se le tue idee sono giuste o sbagliate. Ma come è possibile che nessun altro abbia presentato un programma?

Me lo chiedo anche io… Forse non ritengono opportuno informare i soci. Se i soci premieranno questo modo di fare consegnando deleghe in bianco, vorrà dire che avevano ragione questi candidati e io, pollastro, avrò torto. Me ne farò una ragione. Anche il fatto di poter delegare tre persone… una era più che sufficiente! Il cambiamento di mentalità è lungo e difficile ma ho 40 anni e quando i programmi saranno al centro delle discussioni sarò felice di discuterne.

cancian

3) Nrha U.S.A., Nrha European, Irha, Irhba, Fise. Addirittura si era pensato ad Efrha….Ma un piccolo allevatore Italiano che vuole portare un suo prodotto in arena, di quale ente ha veramente bisogno?

È un ginepraio per chi è già esperto figuriamoci per un neofita. Abbiamo necessità di diverse strutture ma queste devono essere coordinate tra loro. È compito dell’associazione rendere di facile comprensione il percorso di un socio ma spesso gli si chiede solo di pagare facendolo pure tribolare per farlo.

4) Dall’esterno si nota, ed è ovvio, che tutte le cariche, dal Presidente ai Consiglieri, sono tutte persone “famose” dell’ambiente. In che modo i comuni mortali possono esprimersi e dire la loro anche se rappresentano l’ultimo anello della catena?

Può vincere il leone oppure possono vincere migliaia di formiche se però lavorano insieme e coordinate. Se non si riesce ad andare d’accordo col maneggio vicino è difficile farsi solo sentire dai leoni.

5) Correrai da solo?

Io le promesse vorrei farle ai soci e non a chi mi garantisce la poltrona. Non ho la minima ambizione di potere (se fosse avrei agito in maniera diversa). L’unica cosa a cui ambisco e non di poca importanza è quella di riuscire a far ragionare i soci, poi mi candido per non lanciare il sasso e togliere la mano come fanno tanti.

Renzo Canciani su Again Boss

Renzo Canciani su Again Boss

6) Qualche anno fa eravamo la seconda nazione, dopo l’America, per importanza e incisione nel mondo del reining. Lo siamo ancora o qualcuno ci sta sorpassando?

Si, l’Italia del reining ha fatto in pochi decenni un miracolo. Merito di tutti, grandi e piccoli. Noi dobbiamo essere orgogliosi di quello che stiamo facendo ed essere grati a chi ci ha rappresentato fino adesso. Quelli che vogliono entrare nell’associazione con il lanciafiamme non mi piacciono. Si deve migliorare, ma senza essere degli ingrati. Abbiamo perso ultimamente l’orizzonte e ci siamo attorcigliati su noi stessi. Ci vuole una guida lungimirante ma spesso le guide troppo lungimiranti non vengono capite subito…

7) Cosa ti aspetti domani pomeriggio?

Spero che chiunque vinca mi copi il programma…

Ringraziamo Renzo Canciani per il tempo che ci ha dedicato nel rispondere a queste semplici, seppur scontate domande, ma che molte persone si pongono…

Di seguito il Programma di Renzo Canciani.

 

canciani logo

 

  • L’associazione italiana cavallo da reining (Irha acronimo in inglese)

Secondo me le priorità si trovano nel nome stesso dell’associazione:

Associare e quindi unire,quindi aumentare il numero dei soci, questo è l’unico dato che può quantificare il successo di un quadriennio per un’associazione.

L’aumento degli associati e’ fertilizzante per tutti i settori del reining:
Allevamento, istruzione, addestramento, spettacolo, sponsors, shows.
L’aumento dei soci permette di diminuire le spese, fa felici sponsors, trainers, istruttori, organizzatori di eventi ed aumenta la platea di spettatori.
Come si aiuta l’aumento dei tesserati:

  • Semplificando l’accesso con tappeti rossi ai soci:

Aiutando e semplificando tutto quello che riguarda la “burocrazia” del nostro sport (carte per irha,Nrha, fise, apa etc.) anche a prescindere dai costi , questi grovigli frenano i nuovi che se non aiutati dai trainers difficilmente riescono ad addentrarsi nel nostro ginepraio.
In alcune discipline (all’estero)
al momento dell’iscrizione viene consegnata una chiavetta usb con regolamenti,moduli, possibilità di pagamento etc. tutto da fare online (nel 2017 si può fare…).

  • Allargare la base:
    Chi si avvicina deve sentirsi libero di provare , non sa ancora se farà reining in eterno quindi vanno offerte gare semplici, economiche, divertenti.
    Qui i centri devono diventare protagonisti con gare sociali che aggregano e sono da trampolino per poi partecipare ai più impegnativi campionati regionali.
    I centri devono occuparsi di questo e vanno entusiasmati a farlo.
    I consigli regionali hanno già un bel da fare ad organizzare i campionati regionali ed i campionati interprovinciali e debuttanti diventano spesso i cugini poveri delle regionali stesse dove il nuovo arrivato si sente a disagio in uno show non organizzato a sua misura.
    Più centri possibile in Italia devono riempire i week-end di gare sociali ,l’associazione ha il compito di raccogliere tutti i risultati e classifiche, pubblicarle e pubblicizzarle ed i migliori a fine anno qualificarsi per una finale in uno show regionale ,magari anche tra le squadre dei centri. Un’importante premiazione del Rookie of the year al Futurity irha.e della squadra del centro vincente.
    Costo di questo programma: zero, controindicazioni: zero.
    Garantirà un vivaio nuovo per ogni campionato regionale.
    Centri, istruttori, giudici e trainers anche di livello inferiore saranno protagonisti.
  • Le associazioni regionali sono la spina dorsale del reining italiano.

Qual’e’ l’obiettivo delle associazioni regionali?
Come può l’irha aiutarle a raggiungerlo?

Le associazioni devono cercare di aumentare ogni anno il loro numero di associati.
Questo è il target. Se aumentare i montepremi degli special events regionali può servire ad aumentare gli associati della propria regione ben venga, se serve a creare un’ulteriore opportunità ai livelli 4 che già ne hanno parecchie in ambito nazionale ed Internazionale è uno spreco di risorse tolte ai cavalieri che partecipano fedelmente ai campionati regionali. La possibilità di qualificarsi per le finali del campionato italiano è allettante ed il coronamento di un’annata di gare positiva. L’irha deve condividere i programmi ed i regolamenti con le associazioni regionali.
Analizzando l’andamento del numero degli iscritti si può valutare l’operato dei consigli regionali.
L’irha deve evidenziare e premiare ufficialmente al futurity anche solo con una targa l’associazione che ha maggiormente aumentato il numero degli iscritti. Deve sedersi al tavolo dei consigli che hanno difficoltà a crescere e capirne le cause. Purtroppo alcuni consigli regionali hanno perso un po’ di “entusiasmo” limitandosi a fare lo stretto necessario e riducendo l’associazione ad un affare quasi privato e riservato ai pochi conoscenti rassegnandosi smettendo di credere ad un possibile sviluppo. Le regioni del sud Italia hanno un’ oggettiva difficoltà che è la distanza. Il viaggio inciderà sempre e comunque per una trasferta al nord. Per ovviare a questo l’unica soluzione è aiutare le associazioni a collaborare tra loro per creare eventi al sud coinvolgenti ed entusiasmanti. Un “Southwest” futurity o come si voglia chiamarlo ai primi di ottobre può decretare i 3 migliori 3 anni per ogni categoria e l’irha potrebbe offrirgli l’iscrizione gratuita al big futurity. Il risalto per questo south futurity, come per il south derby sarebbe da stimolo per gli allevatori e trainers del sud che troverebbero un palcoscenico importante nel loro territorio. L’investimento dell’Irha offrendo le iscrizioni gratuite (o i box o quello che sia) sarebbe ampiamente ripagata nel corso degli anni successivi, aiutando così il consolidamento di un nuovo ricco bacino di appassionati spesso un po’ abbandonati a loro stessi. L’irha deve essere garante del rispetto delle regole di democrazia di ciascuna regione, soprattutto nel momento delle elezioni, anche inviando fisicamente un garante che controlli lo svolgimento delle stesse. L’irha deve chiarire attraverso il dipartimento reining fise in accordo con la fise stessa quali devono essere i rapporti tra comitati regionali fise e le associazioni regionali anche formulando linee guida che devono aiutare il più possibile i presidenti a conoscerne diritti e doveri utili a coordinarsi mantenendo rapporti ottimali con i comitati federali di appartenenza.

  • Come si deve rapportare l’irha con la fise?

Quando nacque l’irha sullo statuto all’articolo 4 si autorizzava la fise ad avere l’ultima parola nei confronti dell’irha.(fui l’unico in quella assemblea a chiedere delucidazioni accorgendosi dell’importante passaggio senza che nessuno ne desse peso). La fise può fare di noi ciò che vuole. L’unica nostra scelta indipendente è rimanerne all’interno o uscirne. La federazione è indispensabile,facendo da tramite all’accesso a tutte le gare Fei.
L’unico modo per riuscire ad avere un po’ di “margine di trattativa” è quello di:
A) Essere compatti e coordinati
B) Funzionare bene e non creare grattacapi troppo grandi da obbligare la federazione ad “intervenire”
C) Offrire una certa quantità di voti ed una certa quantità di soldi attraverso le tessere,corsi,libretti cavalli, etc.
D) Dimostrando di essere in grado di vincere medaglie golose per la Federazione.

Cosa ci deve dare in cambio la federazione?

a) Una struttura che l’associazione con tanti appassionati ed una sola segretaria non può offrire
b) La collaborazione nelle gare internazionali che devono essere sempre più valorizzate per avere un palcoscenico unico per i grandi allevatori,trainers, sponsors,ragazzi delle giovanili.
c) “Un’ufficialità” per i nostri istruttori,giudici ed eventi che prima non esisteva
d) Dei contributi anche economici che non necessariamente devono servire solo per gli eventi internazionali.

Per questo lasciare come mi è parso di sentire da alcuni consiglieri i circuiti regionali, interprovinciali e sociali alla fise è quanto di più autolesivo si possa pensare. L’Irha deve monitorare e occuparsi di tutti i livelli dal sociale agli special events. Anzi l’auspicio nel futuro è quello di ricompattare tutta la monta western anche collaborando con la fitetrec ante per creare un fronte comune imponente come numeri (quindi voti) utile per qualsiasi trattativa dentro e fuori le federazioni. La fise dovrebbe fare un passo coraggioso e di regola far votare i membri del dipartimento reining dai soci che fanno reining (come secondo me dovrebbe essere anche nelle altre discipline). Anche Il Coach dovrebbe essere votato di regola dai trainers manifestandogli così l’autorevolezza necessaria al suo ruolo. L’irha ha fatto una scelta responsabile,tassare gli stessi cavalieri per avere controlli antidoping negli special events ma la federazione dovrebbe contribuire di più anche controllando le gare regionali. L’irha ha la competenza tecnica per collaborare ad un gruppo di lavoro nella Fei per lo sviluppo del reining. Dal punto di vista strategico,logico e commerciale il reining non deve cercare di imitare le altre discipline tradizionali. Anche dal punto di vista dell’istruzione il cercare di scimmiottare la monta inglese che nel DNA dei suoi cavalieri è diversa secondo me è un errore. Il reining piace ad un certo tipo di cavalieri perché è anticonformista, libero a diverse interpretazioni e programmi, cercare di schematizzarlo e ridurlo ad una formula matematica è un’errore di marketing e lo banalizzerebbe. Ovviamente una base comune di insegnamento è auspicabile ma deve servire come strumento e non essere fine a se stessa. Il benessere animale avrà sempre più importanza negli anni e prima avremo il coraggio di darci delle regole ferree prima eviteremo che qualcun’altro magari meno competente arrivi ad imporcele. Oggi i soci irha vedono il rapporto con la federazione come una spesa elevata con poco ritorno, è compito del consiglio irha e del consiglio federale far percepire questi costi come utili,costruttivi e necessari.

  • Come deve rapportarsi l’Irha con l’Nrha e gli altri paesi europei? L’Nrha e’ l’associazione madre che gestisce il Reining con la R maiuscola in tutto il mondo. L’obiettivo dell’nrha sta proprio nel suo nome: National Reining Horse Association…come National? Facciamo che il nome storico NRHA debba rimanere per tradizione… Comunque sia… l’Nrha si rapporterà in egual modo con tutti i suoi soci in ogni parte del globo…? Allora perché per far Reining in USA con 100 dollari hai tutti i servizi (+la rivista Reiner se non sbaglio) e noi italiani paghiamo 100+ 120 di tessera irha+100 di patente Fise? Comunque…ogni paese ha la propria legislazione…e il nostro e’ tra i più cari… A parte questi “dettagli” e’ la nostra mamma,il nostro sogno e non vedo alcun futuro al di fuori dell’Nrha. Però penso e pretendo che un socio nuovo italiano che magari non parla inglese debba avere la stessa assistenza di un americano senza essere costretto ad implorare Cristina a sistemargli le pratiche. Cristina ha già da fare sotto le gare e qualcuno deve aiutare il socio inesperto,se ne è in grado l’Nrha ben venga , se non ne è in grado deve contribuire anche economicamente al lavoro straordinario che deve svolgere la “segretaria italiana”. L’Italia grazie al grande impegno profuso negli scorsi decenni e’ molto considerata a livello mondiale. Per l’Nrha la costituzione di un consiglio europeo e’ stata molto significativa. I consiglieri europei hanno il difficile compito di costruire progetti europei nel rispetto però di ciascuna identità nazionale. Sarà un lungo e lento lavoro. Bisognerà costruire la fiducia reciproca tra i diversi stati considerando l’importanza di quelli più grandi come Italia e Germania senza prevaricare o soffocare le realtà più piccole o emergenti. Questo difficile equilibrio e’ quello che non si è trovato nella costruzione dell’Efrha. Con più calma,condivisione e partecipazione di tutti gli stati europei e dei singoli soci europei sono sicuro che anche l’Nrha entrerebbe nel programma. Mi immagino l’americano di turno che si sforza di capire le trattative tra un italiano,un tedesco,un francese,un belga ,un polacco etc. Gli americani sono tutti americani prima di essere texani o californiani etc. Noi ci sentiamo più italiani prima di essere europei come i tedeschi sono prima tedeschi, e’ la nostra storia e l’evoluzione richiede pazienza,professionalità’,mediazione, riflessione e ripeto per l’ennesima volta condivisione. Le possibilità di crescita dentro e fuori l’Europa o gli Stati Uniti sono infiniti. L’impresa è trovare un linguaggio comune,un approccio alle regole comune, una visione del benessere del cavallo comune, una partecipazione democratica all’associazione. Sono sicuro che ce la faremo attraverso persone che sanno esaminare ,ascoltare, progettare , dialogare, sognare e mediare.

 

  • Gli Youth sono il futuro dell’associazione.Le categorie Short Stirrup devono essere per ragazzini sotto gli undici anni come negli Stati Uniti. Alzare il limite di età fino ai quattordici anni come è attualmente vuol dire mettere in difficoltà tutti i più piccolini. Le Youth 14 & under sono state studiate apposta per i ragazzini già più grandicelli anche fisicamente. Si parla spesso e giustamente di sicurezza,bene, i cavalieri Short Stirrup devono avere come minimo mezz’ora di campo gara riservato ,almeno i due giorni prima della gara. Per gli Youth più esperti: Deve esserci una classifica a parte per gli Youth di ogni special events,come negli USA. Un’iscrizione bassissima che va totalmente a jackpot,un bronzo ed una fibbia al Champion,una fibbia al Reserve , premi minori per i primi posti della classifica. Una premiazione come si deve insieme ai Big. Un investimento irrisorio che entusiasmerebbe giovani,genitori,coach e pubblico.
  • Ogni categoria di soci dovrebbe avere dei rappresentanti che lavorano nelle diverse commissioni: Trainers, Non Pro, Youth, ProprietariIn passato si è provato ad istituire queste commissioni. Tranne in casi sporadici la partecipazione è stata scarsa. L’impegno deve essere di tutti.

    Non possono esserci zone d’ombra nell’applicazione del regolamento. Se un cavaliere è Open è Open se è Non Pro è Non Pro.

    Ogni Special Events è uno spettacolo che ha bisogno di un regista anche dal punto di vista artistico. Lo spettacolo attira pubblico e gli sponsors ne sono contenti.

    Le dirette devono essere gratuite. Ci chiediamo come divulgare il reining e poi facciamo pagare solo per vederlo.

    Spesso non siamo in grado di raccontare i nostri successi associativi. Non abbiamo una rivista ufficiale ma nel 2017 dovremmo collaborare con i migliori giornalisti che sanno scrivere della nostra disciplina su di un blog o sito o pagina Facebook ufficiale. Abbiamo tanti bravi giornalisti in Italia, facciamo raccontare l’associazione da loro e non da terzi.

    Ogni centro ha grandi storie, ormai non interessa più la fredda cronaca della gara che abbiamo visto in tempo reale su Showmanager.

    Negli Special Events i rapporti con gli enti organizzatori devono essere il più trasparenti possibili per evitare inutili chiacchiere.

    Ogni box deve avere almeno 2 pass.
    Un proprietario non batte ciglio per 1000 euro di iscrizione ma sente come una beffa i 30 del biglietto per la finale.

    Tutte le statistiche devono essere facilmente consultabili come in USA

    L’istituzione di una Hall of Fame italiana è da anni che si chiede. Abbiamo persone e cavalli che hanno fatto storia ed è giusto dagli questo riconoscimento ( magari votati dai soci).

  • L’Italia ha un tessuto di allevatori unico.Ci sono grandi allevatori stallonieri e piccoli allevatori che hanno una o poche fattrici. La somma delle fattrici dei piccoli allevatori è superiore alla somma delle fattrici dei grandi allevatori. L’Irbha è formata dai proprietari degli stalloni. I piccoli allevatori non hanno alcun modo di sentirsi rappresentati e coordinati. La lunga storia che parla di qualità dei nostri piccoli allevatori potrebbe essere una risorsa ineguagliabile. Già allevano per amore in mezzo a mille difficoltà non confondiamoli con procedure difficili da capire ma aiutiamoli e motiviamoli nella loro passione. Ascoltiamoli e sentiamo di cosa hanno bisogno,sono la marcia in più dell’associazione.

Buon ragionamento…